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Office 365 ProPlus, un’estensione cambierà il motore di ricerca di Chrome

Gen 27, 2020

Quando sei un colosso come Microsoft e hai le mani in pasta dappertutto, ma c’è qualcosa in cui hai perso il treno o in cui non sei riuscito a emergere come tuo solito, è chiaro che fai affidamento a tutte le tue risorse per riguadagnare terreno. Anche se talvolta, all’apparenza, le manovre messe in campo potrebbero far alzare più di un sopracciglio e non apparire del tutto convenzionali.

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L’azienda di Seattle ha annunciato che nel corso di febbraio l’installazione di Office 365 ProPlus avrà anche un regalo che probabilmente non sarà gradito ai più: s’installerà anche un’estensione per Chrome che andrà a sostituire Google come motore di ricerca predefinito, selezionando Bing.

L’estensione prende il nome di Microsoft Search in Bing Quick Access, ed è già presente sul Chrome Web Store. Inizialmente sarà installata sui PC “residenti” in Australia, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, ma se non ci saranno controindicazioni – o meglio, se i risultati saranno buoni – potrebbe essere estesa ad altri territori.

Microsoft Search unisce Office, Bing e Windows per consentire agli utenti di ricercare documenti e file locali o cloud direttamente dalla barra del browser.

Office 365 ProPlus è tra gli abbonamenti più completi della suite per la produttività in ufficio e si rivolge principalmente al mondo delle aziende – non ha nulla a che fare con Office 365 Business. Per questo non stupisce che molti amministratori IT si siano già riversati su Reddit esprimendo il loro disappunto: si teme infatti che molti utenti andranno in confusione e ciò causerà problemi e un aumento ingiustificato della mole di lavoro per l’help desk.

L’attuale scelta di Microsoft di imporre l’installazione dell’estensione è perciò vista come una manovra per spingere la diffusione di Bing. Manovre che in passato, anche recente, hanno fatto sobbalzare Bruxelles e l’antitrust UE. Microsoft però si è cautelata e permette il cosiddetto “opt-out”, tramite un criterio di gruppo implementabile dagli amministratori IT. Sembra comunque che in futuro anche Firefox sarà toccato da questa politica. Maggiori dettagli li trovate a questo indirizzo.

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